Associazione Araldi Madonna Addolorata


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maggio 1923

Incoronazione 1923 > Tappe incoronazione

Maggio 1923

Dal novembre fino a questo mese di maggio si è svolta una speciale corrispondenza per la corona.
Volendo che la cosa riuscisse degna della Vergine Santissima si cominciò ad interrogare diverse case e precisamente Bertinelli di Milano, Accesi di Parma, Tassi e un’altra casa di Milano e la casa di N.S. di Lourdes di Lucca (20 novembre).
Tutti risposero, ma quella di Lucca ci parve la più conciliativa e si cominciò a trattare sul prezzo. Poi prima di decidere si chiesero informazioni al sig. Pietro Pieri, tuscanese e farmacista in Lucca (Piazza S. Frediano), le quali, per verità, lasciarono un po’ a desiderare. Fu per questo che misi come condizione che la corona sarebbe stata pagata alla consegna; e noi per loro tranquillità eravamo disposti:
a) – ad un anticipo di 3.000 lire
b) – o a depositare l’intera somma in una banca;
c) – o a pagare gli interessi del denaro che il direttore avrebbe potuto prendere da una banca di suo gradimento.
Nessuna delle tre proposte fu accettata e allora il sig. Pieri, pregato di aiutarci, ci indirizzò all’oreficeria Alessandro Maffei, che mandò una lettera dicendo che ben volentieri avrebbe assunto l’incarico, ma prima di ottobre non poteva consegnare il lavoro, perché occupato in altri.
 Io risposi che per ottobre era impossibile e contemporaneamente scrissi al cav. Riccardo Politi, direttore della fabbrica arredi sacri di Milano (Via Francesco Sforza). Questi rispose in data 9 maggio, affermativamente; attesi fino al 17 e gli commisi l’opera chiedendo disegni. Il 18 giunse, senza preavviso o altro, un disegno del Maffei di Lucca. La cosa fu un po’ imbarazzante, specie per riguardo del sig. Pieri. Scrissi al Maffei, facendo presente il ritardo e il nessun preavviso del disegno e gli promisi, nonostante tutto, di pagare l’opera. Seccato del fatto, mi fa sapere che per l’opera voleva 200 lire e il disegno di ritorno.
 Ma io gli risposi che se voleva il disegno non era giusto pagarlo e viceversa; glielo rimandai (e del resto che farne?) aggiungendo Lire 50 per l’incomodo e sembra ne sia rimasto contento, perché non si fece più vivo.
D’allora cominciarono le lettere decisive con Milano.
Il cav. Politi mandò due disegni, uno dei quali soddisfece le nostre non poche esigenze e gli fu rimandato perché l’eseguisse.
E il lavoro fu iniziato l’11 giugno 1923, avendogli noi, vista l’ottima persona con cui si trattava, anticipata la somma di L.7.000 per l’acquisto del necessario.
Il giorno 16 maggio detti di tutto relazione all’offerente sig. Luigi Brannetti, che generosamente aveva offerto L.6.000, ma poi, sapute le maggiori spese e cause delle condizioni iniziali, purché la corona fosse d’oro e degna della Madonna, non indietreggiò di fronte ad un preventivo di L.15.000, delle quali L.7.000 mi consegnò il giorno stesso dell’anticipo.
Erano presenti alla relazione il cav. Eusepi, Giulio Vitali e Silvio Salta.
Furono presi alcuni accordi per le modalità di consegna e di esecuzione .




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