Associazione Araldi Madonna Addolorata


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Il nuovo Trono

La storia

1990 - IL NUOVO TRONO DELL'ADDOLORATA
Nel 1989, costatato che il trono, per i suoi quarantacinque anni, incomincia a dare segni di pericolosi cedimenti, gli Araldi rivolgono un caldo appello ai fedeli dell'Addolorata, perché vogliano contribuire, con una offerta, alla realizzazione di un nuovo trono per la loro Regina. Saranno gli Araldi stessi a ritirare le offerte, coadiuvati dal gruppo delle donne dell'Addolorata.
L'appello è stato accolto con tale generosità, da consentire, in breve tempo, il raggiungimento della somma necessaria alla realizzazione dell'opera.
Gli Araldi, memori del lavoro effettuato nel 1945 dall'intagliatore Mario Ranelli, su progetto dell'architetto prof. Mirri, si sono rivolti a lui, perché provvedesse a presentare un progetto per un nuovo trono. Il Ranelli, da parte sua, rimise l'incarico della realizzazione al prof. Antonio Cerica, il quale presentò il progetto ed il relativo bozzetto, completamente differente dal vecchio trono, sia nello stile che nel materiale e nella tecnica di costruzione.
Per noi, usi a trasportare da quarantacinque anni il trono realizzato nel 1945, per i fedeli, abituati a veder transitare la venerata Immagine su di un trono ornato di angeli e grappoli di candele, l'innovazione del prof. Cerica, destò sorpresa, indecisione, contrastanti pareri. Dopo un attento esame del bozzetto e dietro il parere favorevole di critici ed artisti, venne deciso di demandare la costruzione del nuovo trono, al prof. Cerica e al sig. Ranelli, i quali garantirono anche il restauro del Cristo Morto, statua che necessitava di urgenti riparazioni.
La realizzazione del nuovo trono, ha comportato molteplici difficoltà, soprattutto per quanto riguarda le misure massime d'ingombro, obbligate dalle limitate dimensioni delle due porte d'ingresso alla chiesa di San Giovanni e, lungo il percorso, dall'arco del Governatore. Per l'altezza è stato possibile ovviare al problema, creando uno snodo nella parte superiore della croce, la quale viene piegata nei passaggi bassi.
Non sono mancati problemi anche nel reperire il materiale adatto, tanto che la prima uscita (era il Venerdì Santo del 1990), venne effettuata con il nuovo trono ancora in fase di ultimazione.
Le luci hanno richiesto uno studio particolare per illuminare il volto della Vergine Addolorata in quanto, il Venerdì Santo è seduta sotto la croce, mentre nella processione di settembre è in posizione eretta.
Un grazie particolare all'Araldo Arnaldo Veruschi, il quale, con pazienza certosina, ha cercato di risolvere i complicati problemi riguardanti l'illuminazione e il meccanismo dello snodo della croce.
Non è certamente trascurabile l'apporto generoso e competente di Aldo Brachetti, inerente il controllo, durante le varie fasi della costruzione del trono.

COMPOSIZIONE E MATERIALE DEL NUOVO TRONO:

  • Struttura in acciaio coperta con vernice plastificata;
  • Cornici e pannelli interni in tiglio francese;
  • Fondi laterali dei pannelli in compensato da 8 mm. piegato a caldo;
  • Angeli e decorazioni della base in obece e tiglio francese;
  • La gloria ha struttura in acciaio con rivestiment in tiglio e obece;
  • Fiori e foglie in parte ricavati e in parte riportati;
  • Tutto il lavoro è stato ricoperto da una mestica di colla, bianco meudon, gesso di Bologna e polvere di marmo; quest'ultima per dare, ruotando, un effetto granuloso;
  • Tutto il manufatto è stato poi ricoperto con bolo verde e, sopra, foglia d'oro (orone);
  • I colori, dati a patina, sono stati asportati con strofinio per far emergere, nei punti granulosi, l'oro o il bolo sottostante;
  • 10.La patina finale è stata eseguita con cera e talco;
  • Le quattro stanghe sono in legno di douglas;
  • Il peso totale del trono , allestito per la processione, comprensivo cioè dell'Immaginedell'Addolorata, del Cristo Morto, delle quattro stanghe e di tre grandi batterie per l'illuminazione, si aggira sugli otto Q.li.


I QUATTRO STEMMI DELLA BASE
Il pannello centrale, costituito da una "M" stilizzata dall'architetto costruttore, rappresenta il simbolo di Maria;
Il pannello di destra, guardando il trono, è composto da un cuore trafitto da sette spade, assunto come emblema degli Araldi;
Sul pannello di sinistra vi è l'emblema del vescovo diocesano Mons. Fiorino Tagliaferri;
Nel pannello posteriore, infine, vi è riprodotto lo stemma del Comune di Tuscania.

IL RESTAURO DEL CRISTO MORTO
Come precedentemente accennato, il Cristo Morto, che il Venerdì Santo è disteso ai piedi di Maria, necessitava di importanti ed urgenti interventi di restauro, tanto da essere giunti alla decisione di farne uno nuovo. Sorpresa gioiosa fu quella di venire a conoscenza che la statua, destinata al macero, era opera del seicento di grandissimo valore, cosa da tutti ignorata. Ora il Cristo, perfettamente restaurato, appare in tutta la sua bellezza ai piedi della Madre Addolorata, nella processione del Venerdì Santo.

IL NUOVO VESTITO
Con il trono, i fedeli tuscanesi hanno voluto offrire alla loro Regina e Madre un nuovo vestito.
Non ci stancheremo mai di ringraziare la signora Antonietta Martinelli, per lo stupendo vestito che ha voluto creare e che, la Beata Vergine Addolorata indossa nella processione di settembre. Oltre allo stupendo lavoro eseguito, la signora Martinelli sta ultimando un altro vestito in velluto nero, per il Venerdì Santo, e quattro cuscini artisticamente ricamati, sui quali poggiare il Cristo Morto. Con lei, gli Araldi, intendono ringraziare il gruppo delle donne dell'Addolorata, che con grande dedizione ci hanno consentito di realizzare queste splendide opere: Maria Campitelli, Sandra Caprio, Annamaria Cento, Ivana Chiatti, Fedora Fioretti, Angela Lucchetti, Settimia Maccarri, Teresa Maccarri, Ines Palombella, Parisina Palombella, Adua Pompei, Ines Regni e Bruna Vitangeli.

Un grazie particolare agli enti pubblici e privati che ci hanno inviato il loro considerevole contributo:

  • Sindaco del comune di Tuscania Regino Brachetti;
  • Presidente della coop. Ente Maremma Leonardi Giuseppe;
  • Gruppo Artistico Tuscanese "Ivo Santi";
  • Direttore CA.RI.VIT. filiale di Tuscania;
  • Edil. Pro. s.p.a. di Roma;
  • Dirett. Cons. Agr. Prov. di Viterbo Alberto Boggio;

Segr. reg. D.C. del Lazio on. Rodolfo Gigli.

Gli Araldi vogliono infine ringraziare: il Vescovo Fiorino Tagliaferri per l'apprezzamento esternato nei loro confronti, don Angelo Gargiuli, don Umberto Venturini e quanti hanno fatto pervenire il loro plauso al nostro operato.
GRAZIE A TUTTI.




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