Associazione Araldi Madonna Addolorata


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6 novembre 1922

Incoronazione 1923 > Tappe incoronazione

6 novembre 1922
 
Si raduna il Comitato Direttivo per le comunicazioni del risultato dell’adunanza di ieri sera.
Sono presenti mons. Vicario, don Giuseppe Cupelli, don Luigi Sartori, Rossetti, Pierdomenico, don Francesco Farrocchi, don Onofri, don Domenico Brizi.
Aderiscono, impediti, Pieri, Cerasa, Testa, Brannetti, coi quali io avevo già parlato, dichiarando loro lo stato della questione.
Fu letta la lettera del Comitato Esecutivo, sopra riportata, e data relazione delle mie risposte.
Considerando che trattavasi di questione di un po’ di amor proprio, tutti convennero che per mantenere la concordia, venisse soppressa la distinzione e per di più che anche nelle questioni di minore importanza venisse convocata la loro rappresentanza, perché non sarebbe valsa la pena convocare tutto il Comitato per sentire, per esempio, se dovesse invitarsi il vescovo di Corneto o piuttosto quello di Civitavecchia, o che cosa dovesse rispondersi al tale o al tal altro.
Viene letta poi la lettera di adesione del venerato maestro Ildovaldo Ridolfi e fu pregato il segretario di rispondergli (Il maestro si scusava di non poter collaborare direttamente per ragioni di salute) che al Comitato bastava la sua adesione e il suo riverito nome.
Viene poi letta la minuta del manifesto che dovrà essere pubblicato subito.
 Era stato composto dall’avv. Conte Enrico Pocci.
 
Cittadini di Tuscania,
Non si è certamente cancellato dal vostro cuore il profondo sentimento di sdegno che tutti ci commosse, or sono due anni, quando degli sciagurati, rimasti tuttora ignoti, perpetrarono sacrileghi sfregi sulle immagini di Gesù e di Maria nella nostra chiesa cattedrale. La vostra fede proruppe allora in ammirabile slancio e la manifestaste in una indimenticabile dimostrazione di affetto verso Maria Addolorata, alla cui venerata immagine decretaste una corona a dimostrare la tradizionale devozione, ecc. ecc.
Questo primo punto del manifesto fu creduto bene di cambiarlo, perché non venissero riaperti ricordi spiacevoli e che potessero dar luogo a malintesi e suscitare pareri contrari all’iniziativa. Il testo fu approvato e si riporterà più sotto.
 
Dovendo pubblicarsi sul manifesto i nomi, e non avendo alcuno ancora fatto sapere, a causa delle loro occupazioni, il loro pensiero, io mi recai dal cav. Marini, dal dott. Tarquini, dal sig. Pieri e dal sig. Telemaco Arieti dei quali l’ultimo aderì pienamente e gli altri dopo qualche lievissima difficoltà, dovuta più che altro al fatto che, essendo impegnati assai nei loro affari o nella loro professione e quindi non potendo occuparsi direttamente della cosa, non sembrava loro delicato dividere l’onore senza le fatiche.





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