Associazione Araldi Madonna Addolorata


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3 luglio 1923

Incoronazione 1923 > Tappe incoronazione

3 luglio 1923
 
Alle nove nel teatrino Pocci cominciarono ad affluire i soci che in breve furono al completo, raggiungendo quasi la totalità.
Furono assenti: Luigi Brannetti (forestiero), Falleroni, Marini, i due Pierdomenico, Pieri, Pocci (Forestiero) Salvatori, Vitangeli (malato).
Dopo una mezzora d’attesa per ultimare i resoconti dei negligenti o di chi non bene aveva compreso, fu potuto leggere un resoconto approssimativo dei totali ricavati dalla sottoscrizione:
 
                               Da riscuotere Riscosso Restano
 
Sez. Poggio              4548      2830,50     1717,50
Piazza                        3966              2279   1688
                                 1172                  517,05          655
                                 1586 913              773
Riuscello                  199                  327              442
   1637,50        1152           485,50
                                 1083,50          747,50           336,50
Cavaglione                  549           429,50           119
                                    922            482,50            439,50
                                    550          400              150
totali                       16813               10078            6735

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A questo dovevasi aggiungere il totale delle offerte dei forestieri in L. 2015. Prevedendone altre 2000 dalla questua del grano e 2000 dal Comitato e dai Signori si veniva ragionevolmente a poter contare su di una somma oscillante fra le 22 e le 24 mila lire, il che non poté non recare soddisfazione.
Passando poi alla discussione dell’ordine del giorno, e cioè degli schemi dei festeggiamenti religiosi e civili, essendo base dei primi il luogo, venne messo in discussione: dove si sarebbe potuto fare?
Il Presidente sostenne il Duomo, perché chiesa centrale, comoda, decorosa, sufficiente nella sua piccolezza al popolo sebbene per questo non troppo comoda.
Petrini propugnò l’idea del Riposo, come più grandioso e perché luogo esclusivamente sacro, come si conviene alla funzione anche della incoronazione che non sarebbe al suo posto in Piazza.
Sartori Francesco accennò alla possibilità di San Pietro o di Santa Maria; ma se sono chiese ampie, capaci di contenere una grande quantità di popolo, presentano, però, come il Riposo, l’inconveniente della lontananza, dell’incomodità e facilmente non c‘entrerebbe la macchina.
Discussioni animate si alternano e si intrecciano e seguono non troppo piacevolmente.
Visto che la cosa non s’accomodava con la ragione venne posta ai voti.
Presenti 34 Assenti 9
Per il Duomo rispondono SI in 26
Per il Riposo                      in 6
Salta
Pietrini
Massera
                          Nardi
Sartori
Raimondi
Astenuti 2
 Cerasa
               Amici

Viene approvato così che le funzioni si facciano in Cattedrale.
Il segretario dice se non è il caso di discutere il luogo per l’incoronazione.
I più approvano e fu cattiva idea la mia, perché successe un putiferio.
Impossibile riferire integralmente ciò che fu detto in quell’ora di accalorata e non sempre spassionata ed educata discussione. Le persone ragguardevoli, che erano intervenute anche con sacrificio evidente, non poterono non rimanere disgustate.
 
 
Si formarono tre correnti:
 
1° - del clero e dei benpensanti: la Piazza del Duomo è sufficiente per contenere non meno di quattromila persone, a calcoli fatti; è una piazza raccolta, di facile raduno e, soprattutto, è la più conveniente per lo svolgimento completo, esatto e decoroso di tutta la funzione. Ma le ragioni liturgiche non entrarono nelle teste dei popolari che volevano assolutamente:
2° - Piazza del Plebiscito, perché più larga, senza pensare alle difficoltà di far fare mezzo percorso alla Madonna non incoronata; alla difficoltà di accesso per il Cardinale dalla chiesa dei Santi Martiri al trono della Madonna, che si collocherebbe avanti all’ospedale e al fatto che la larghezza della piazza non avrebbe impedito il pigia-pigia del popolo.
3° - La scelta della chiesa del Riposo tornò a galla, data la grande difficoltà di accordo.

L’ing. Sartori propose di lasciare la questione al Clero.
Testa propose di usare la Piazza Umberto I°, facendo i primi vespri a San Giovanni e l’incoronazione la mattina seguente, cosa che comportava però gli stessi inconvenienti del secondo progetto.
Arieti Telemaco propose la sospensiva,
Eusepi e Porzi, sostenitori del secondo progetto, propugnarono la votazione.
Sposetti abbandona l’aula. Qualche altro accenna a fare lo stesso. Si cerca di calmare gli animi, ma poco si ragiona e molto si grida; qualcuno si alza di nuovo ed è il segnale dello scioglimento della adunanza, che rimane così sospesa indecorosamente.
 
“Come un branco di segugi…” anche il sottoscritto, come altri, pensava alla vergogna e soprattutto alle infinite dicerie degli imprudenti. Si formarono capannelli, si cercò di chiarire opinioni. Alle 23,30 tutti prendevano la via di casa con la disillusione in cuore, almeno quelli cui premeva fare bene le cose.




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