Associazione Araldi Madonna Addolorata


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20-29 agosto 1923

Incoronazione 1923 > Tappe incoronazione

20 agosto 1923
 
Vitali e Amici si recano a Civitavecchia e tornano poco soddisfatti per le enormi pretese della banda (45 lire a persona al giorno!)
 
21 agosto 1923
 
Partiamo per Roma io e il cav. Eusepi. Vi giungiamo alle 12.30 e ci diamo appuntamento per le 15,30 a Piazza Argentina.
All’ora stabilita andiamo dal cav. Gabrilli per combinare il canto. Stabilita la musica e le parti variabili, si viene al cum quibus. Il maestro non vuole muoversi da L.5.400. Noi si forza per L.5.200. Scende fino a L.5.300. Insistiamo. E’ irremovibile, allora tagliamo in mezzo e finiamo per L.5.250 dal sabato al lunedì.
Si corre dal paratore Cartoni; è fuori; si va al negozio, si parla con l’operaio, ci riduce L.100; noi riduciamo un operaio. Stabiliamo 14 lampadari, prendendone in compenso di più grandi e scendiamo così da L.3.050 a L. 2.074, riservandoci di scrivere al principale per togliere anche le 74 lire. Per il viaggio della roba manderemo noi il camion, che è più conveniente per il prezzo.
Da notare che la mattina in Viterbo si era girato un mondo per sapere se i paratori di Santa Rosa erano gli stessi, e non ci riuscì di saperlo; così avremmo risparmiato il viaggio dei paratori, che da Viterbo sarebbero venuti a Tuscania.
Si corre da Berlutti, lo stampatore cittadino per i manifesti; si riserva la parola per il giorno seguente.
22 agosto 1923
 
Si definisce la cosa col paratore. Berlutti chiede L.5 a manifesto ( tre colori; misure: 1,10 x 2,80; copie 100). E’ troppo per le nostre tasche e si soprassiede.
 
23 agosto 1923
 
Ritorno a Viterbo. Il cav. Eusepi combina con la tipografia dell’Urcionio i manifesti (due colori; misure: un metro per tre; copie 100). Totale L.160. Un affare!
A mezzogiorno siamo a Tuscania, ringraziando Dio del buon esito.
Trovo lettera del cav. Politi che mi domanda per l’astuccio della corona e stabilisce la venuta al 25 o al 26. Trovo parimenti le chiavi della cassaforte. Telegrafo (dopo aver inteso il sig. Brannetti) al cav. Politi così:
 Torno oggi – astuccio desiderabile, ma modestissimo - inalterati limiti preventivi, altrimenti no - Attendereste Viterbo 27 - Comunichi telegramma suo arrivo -
La sera stessa scrivo un espresso dandogli ragione del ritardo della sua venuta e ciò perché il sabato e la domenica noi parroci si è impicciatissimi. L’astuccio sarà modesto perché non si vogliono fare spese soverchie.
Scrivo un espresso al Conte Pocci per avere notizia del cardinale; scrivo parimenti ad una società anonima per gli accumulatori; ricevo la lettera di Pocci con scritto concedente facoltà di celebrare le messe votive nei giorni delle feste e con lettera del card. Siri che si scusa di non poter venire.

24 agosto 1923
 
Ricevo risposta per le batterie, con nuova proroga fino al 31.
Questa sera il Primicerio Copponi riceve notizie dal Conte Pocci essere impossibile trovare un cardinale a Roma.
Comunico la prima notizia al Brannetti e rimando l’andata a Viterbo, già stabilita per il 27.
 
28 agosto 1923
 
Tento di telefonare al Conte Pocci per parlare in proposito del cardinale. Dopo un’ora e mezza di tentativi, rinuncio, perché non mi è stato possibile, perciò gli telegrafo che tenti di nuovo per il card. La Fontaine.
La mattina avevo telegrafato a don Salvatore Capoferri a Roma per sapere l’indirizzo del cardinale vicario Basilio Pompili: intendevo rivolgermi personalmente a Lui in caso venissi a perdere ogni speranza.
Alle 8,30 adunanza parziale in casa del sig. Brannetti per i versamenti ultimi delle sottoscrizioni. Furono letti i preventivi e abbozzato il programma.
 
29 agosto 1923
 
Scrivo al sig. Vescovi per sollecitare il pacco; ad Hensembergher, per le batterie.
Alla ditta Sartini, al M.Centurini Carlo e al sig. Carletti Ugo per sollecitare le offerte.
 






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