Associazione Araldi Madonna Addolorata


Vai ai contenuti

18 settembre 1923

Incoronazione 1923 > La festa

18 settembre 1923
 
Martedì, la cara immagine fu riportata a San Giovanni e accolta da una festa di luci nella sua povera chiesa, nel suo povero trono e lì, come al Duomo, seguitò a ricevere gli omaggi della folla devota fino a tarda ora.
La provvidenza aveva impedito una cosa fecendoci così restare in mano L.1.000. Oh come sarebbero servite! Ma i nostri…capoccioni preferirono organizzare altre feste per gli ultimi giorni del mese.
L’Emin.mo partì nella mattinata accompagnato da quanti erano venuti a riceverlo e riportando dell’accoglienza della città e del popolo le più belle impressioni.
 
Il martedì 19 si chiuse il ciclo delle feste, per riprenderle, con minore solennità, nel giorno 29, giorno di chiusura del mese.
 
Furono fatte poi adunanze per il rendiconto. Molti mancarono; ormai la festa era fatta… e chi ci rimise fu…il segretario sottoscritto, che si trovò col deficit immortalato dalle cifre del rendiconto che stette esposto più di un mese al pubblico, perché potesse vedere come erano state spese le sue L.30.000 e come ben poche, relativamente, erano andate a finire bene!
 
 
Conclusione?
 Occhio ai Comitati futuri. Pochi, ma…di spirito; meno chiasso e più fatti per la Chiesa.
Il turacciolo lo mise il sig. Brannetti con un pranzo che volle dare al Comitato e ai notabili del paese e così anche questo finì in gloria.
Mi piace però coronare questi cenni fugaci con due poesie: una del card. Siri e l’altra del comm. Tarquini Antonio di Viterbo, mandate come omaggio alla Vergine. Il primo, perché non poté venire, l’altro, perché non poté fare le prediche per il novenario.





Torna ai contenuti | Torna al menu